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"Il mondo brucia e noi guardiamo altrove."

Il nome "medusa" risale al 1746 e fa riferimento a Medusa, l'unica Gorgone mortale della mitologia greca capace di trasformare in pietra chiunque la guardasse negli occhi.


L'apparente semplicità delle meduse le lega più facilmente a piante-animali: sono sprovviste di scheletro, cervello e polmoni, ma la loro struttura è complessa e anticipa gli occhi, i muscoli, i neuroni e gli ormoni di cui l'uomo è composto. C'è voluta molta pazienza per capirle meglio perché, vivendo male in cattività, è complesso osservarle.


Sono simbolo di speranza, sopravvivenza, fluidità, resilienza, chiarezza; solo la loro bellezza è un segnale di cui diffidare, e non a torto


Il nome "Noctiluca", tratto dal nome di questa medusa del Mediterraneo (Pelagia), è tutto questo: uno sguardo sul nostro mondo, un invito a fare un passo indietro e a porsi delle domande, a liberarci dei nostri pregiudizi, ad affrontare le nostre paure; ma anche a guardare e ad adattarsi al nostro ambiente e non viceversa. Questo progetto è la metafora del cambiamento in corso e delle nostre contraddizioni, il divario simboleggiato da questa "pianta animale", tra la speranza e la paura che essa suscita, per via della sua composizione fascinosa, della sua bellezza, della sua resistenza e armonia. Un animale proveniente dall'ambiente marino che amo così tanto e che frequento fin dall'infanzia.


Benjamin Rossignol

Esperienza in Realtà Aumentata:

tocca "Visualizza in AR", poi seleziona il cubo 3D e inquadra lo spazio circostante.

© Benjamin rossignol